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Disagio giovanile nel Pordenonese, TaGaDà intercetta finora 60 adolescenti

Categorie: Dalle Cooperative

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Presìdi diffusi, scuole e spazi mobili per rispondere alla crescente fragilità post-pandemia 

Taddeo: "Emergono soprattutto difficoltà relazionali con rapporti complicati tra pari e una forte sfiducia verso il mondo adulto" 

In regione un adolescente su 4 mostra difficoltà emotive e relazionali

Fragilità, solitudine, ansia: i segnali del disagio giovanile sono sempre più evidenti, in Friuli Venezia Giulia come in tutta Europa. Quasi uno su quattro degli adolescenti regionali mostra difficoltà emotive e relazionali. Il dato è stato pubblicato oggi dall'OMS Europe. Ma a Pordenone non si resta a guardare: una rete di realtà educative e istituzionali sta intervenendo concretamente, offrendo ascolto e supporto finora a circa 60 ragazze e ragazzi attraverso presìdi territoriali, laboratori scolastici e spazi informali dove confrontarsi e non sentirsi soli.

Questa rete si chiama TaGaDà (Theatre, Gamification e Dynamic), progetto finanziato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Non semplici centri di aggregazione giovanile, ma una rete strutturata di otto presìdi territoriali, i “Rides”, nei quali l’ascolto educativo si affianca a un supporto psicologico qualificato. Quattro sono a Pordenone, tra il capoluogo e Torre, e uno a Prata di Pordenone. 

Nei presìdi operano gratuitamente educatori, psicologhe e psicologi, rendendo TaGaDà uno spazio capace di intercettare e affrontare il disagio in modo precoce e professionale, in un contesto accessibile e non giudicante. Ciò è fondamentale in quanto studi recenti evidenziano che il benessere mentale dei giovani dipende da competenze emotive, cognitive, sociali e fisiche, e che la prevenzione precoce, la rete educativa e il supporto psicologico sono strumenti fondamentali per promuovere il “global wellbeing”, ovvero lo stato complessivo di benessere della persona.

Ogni presidio ha una specializzazione: quello di Torre si concentra sul mondo del Gaming, utilizzando tecnologia e gioco come strumenti educativi e relazionali; quello di Nuovi Vicini, invece, è rivolto ai giovani con background migratorio, con il supporto di un’etnopsicologa per favorire integrazione e inclusione; l'Hub381 in Viale Dante si concentra invece  su relazione, sport e teatro. Non mancano momenti dedicati anche alle famiglie per trovare un linguaggio di comunicazione che incontri la fiducia degli adolescenti.

Il progetto è coordinato da FAI (capofila) in collaborazione con il Comune di Pordenone, Ambito Noncello, ASFO, Fondazione OSF, Cooperativa ACLI, Nuovi Vicini, Ortoteatro e Spk Teatro. Il progetto si estende anche in provincia, coinvolgendo i Comuni di Chions, Montereale Valcellina, Prata di Pordenone, Pravisdomini, l'Ambito delle Prealpi e Dolomiti Friulane e numerosi istituti scolastici del territorio (Leopardi Majorana, IC Torre, IC Brugnera-Prata, IC Chions, IC Montereale), creando una rete educativa tra scuole, famiglie, servizi sociosanitari e terzo settore.

Il punto di riferimento principale è l’HUB 381 di viale Dante, inaugurato lo scorso luglio, affiancato da altri spazi attivi a Torre, alla Madonna Pellegrina a Pordenone, a Prata di Pordenone e, prossimamente, anche a Montereale Valcellina, Pravisdomini e Chions e all’interno di FOSF (prima formazione). Luoghi in cui educatori, psicologi ed esperti accolgono i ragazzi senza giudizio, offrendo un’alternativa concreta all’isolamento domestico e digitale. 

Ad oggi sono circa 60 i giovani seguiti direttamente, sia nei presìdi sia attraverso attività laboratoriali nelle scuole, tra cui il Liceo Leopardi Majorana e la Lozer a  Torre. L’osservazione degli operatori restituisce un quadro articolato.

«Emergono soprattutto difficoltà relazionali – spiega Francesca Taddeo, coordinatrice educativa del Progetto  – con rapporti complessi tra pari e una forte sfiducia verso il mondo adulto. A questo si aggiungono la pressione legata alle aspettative scolastiche e familiari e un aumento dei disturbi del comportamento alimentare, spesso collegati ai modelli estetici veicolati dai social network».

TaGaDà è visibile anche negli spazi pubblici. Al Parco Galvani una panchina verde attraversata da una striscia arancione richiama la campagna nazionale “Non sono emergenza”, un invito simbolico ma concreto a fermarsi, sedersi e parlare.

Se i ragazzi non raggiungono i servizi, sono i servizi ad andare verso di loro. Sarà attivo infatti un van attrezzato, un vero e proprio “salotto mobile” TaGaDà, che si sposta davanti ai principali istituti scolastici cittadini per intercettare precocemente situazioni di fragilità.

Il progetto interviene anche sul fronte scolastico, con laboratori tematici nelle classi del Leopardi Majorana e dell’Istituto comprensivo di Torre, affiancati da consulenze dedicate agli insegnanti, sempre più spesso chiamati a gestire dinamiche emotive complesse all’interno dei gruppi classe. Il progetto è stato presentato anche in alcune scuole non partner come lo IAL, la scuola secondaria di primo grado Terzo Drusin e il Flora, con incontri e brevi attività. 

«Per riparare ciò che si è rotto non basta il singolo intervento, serve una comunità intera – sottolinea Veronica Miotto, responsabile del progetto –. La collaborazione con il Leopardi Majorana ci ha permesso di entrare in una scuola attenta e disponibile: i riscontri sono arrivati rapidamente anche da docenti e famiglie, segno che esiste una rete adulta sensibile e pronta a fare la propria parte».

A dicembre all’HUB 381 si è svolto anche un momento di formazione per peer che ha coinvolto alcuni giovani impegnati nei presìdi del progetto, primo passo di un percorso di responsabilizzazione e partecipazione attiva che proseguirà nei prossimi mesi.

Attualmente i presìdi TaGaDà aperti sono: a Pordenone – HUB 381, viale Dante (piazzetta Furlan 14, mercoledì, venerdì e sabato), a Prata di Pordenone, via Daniele Manin 45 (venerdì), Torre – Retro Gaming, via Cantore 49 (giovedì), a  Pordenone – FreeLab, viale Madonna Pellegrina 11 (martedì e giovedì).

A febbraio è prevista l’apertura del presidio di Montereale Valcellina, all’interno dell’Istituto Comprensivo P.D.M. Turoldo - Scuola Secondaria di Primo Grado.

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