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IL PICCOLO PRINCIPE

IL PICCOLO PRINCIPE

La ricetta del riscatto: alla Cucina delle Fratte la formazione diventa inclusione. All'esame finale giurati speciali tra cui la sindaca Jessica Canton  

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Non è stato solo un esame di cucina, ma il coronamento di un percorso di formazione e inclusione sociale, seguito e valutato anche da una giuria d’eccezione. Tra i giurati dell’esame finale del corso di cucina svoltosi alla Cucina delle Fratte di Fiume Veneto c’era infatti anche la sindaca Jessica Canton, insieme a rappresentanti dei servizi sanitari e sociali del territorio. 

Nelle scorse settimane, la Cucina delle Fratte – servizio della cooperativa sociale Il Piccolo Principe, impegnata nella fornitura di pasti mensa e nella creazione di integrazione sociale e lavorativa per persone con fragilità – si è trasformata in un ristorante d’eccellenza per la prova conclusiva del corso di formazione promosso dall’ente Cefap di Codroipo in sinergia con la cooperativa casarsese. Il percorso, avviato lo scorso luglio e della durata di 100 ore, ha coinvolto sei persone: quattro utenti del Dipartimento Dipendenze e Salute Mentale dell’Asfo e due seguiti dai Servizi Sociali dell’Ambito Sile Meduna.

Il corso si è concluso con un vero e proprio esame finale: la preparazione e la presentazione di un menù completo, in cui ciascun corsista aveva la responsabilità di una specifica portata, lavorando in squadra e supportato dai compagni. Per l’occasione sono stati invitati i referenti dei diversi servizi coinvolti, insieme a numerose figure istituzionali e operative del territorio. Oltre alla sindaca Jessica Canton, hanno preso parte alla giornata la direttrice del Dipartimento di Salute Mentale dell’Asfo, Cristina Meneguzzi, e il responsabile dell’Ambito Sile Meduna, Stefano Franzin, insieme a operatori e operatrici che hanno contribuito alla valutazione finale degustando i piatti preparati.

Il menù proposto ha spaziato dagli antipasti al dolce: crespelle alle zucchine, pasta fresca burro e salvia, corona di pane al basilico, involtini al radicchio, angel cake e sacher torte. A guidare il corso di formazione è stata Carla Tosolini chef con una lunga esperienza come cuoca e ristoratrice del territorio, da anni collaboratrice della cooperativa Il Piccolo Principe. “Grazie alle sue solide competenze tecniche e alle riconosciute capacità di insegnamento – ha spiegato Tobia Anese, responsabile dei progetti di integrazione lavorativa della cooperativa Il Piccolo Principe – la chef è riuscita a trasmettere agli allievi non solo abilità professionali e organizzative, ma anche creatività, metodo di lavoro e, soprattutto, una vera passione per la cucina. Dopo quasi quattro ore di lavoro intenso, durante l’esame finale i corsisti hanno presentato i piatti con grande emozione. Il risultato ha superato ogni aspettativa, mettendo in luce competenze solide e una crescente sicurezza professionale. Alcuni partecipanti hanno inoltre raccontato come il corso abbia avuto ricadute positive anche nella vita quotidiana, favorendo un cambiamento delle abitudini alimentari di tutta la famiglia, con particolare apprezzamento da parte dei bambini”.


L’esperienza formativa in cucina si inserisce in un progetto più ampio di formazione e inclusione. Nel 2025, infatti, la cooperativa Il Piccolo Principe ha realizzato, in collaborazione con l’ente formativo SOFORM, altri tre percorsi: un corso di tecniche di manutenzione del verde, uno dedicato alle competenze trasversali e un corso di informatica attualmente in fase di svolgimento, che si concluderà a gennaio. Complessivamente, hanno partecipato circa 30 persone seguite dai Servizi ASFO e dai Servizi Sociali.

Un progetto sociale che “fa del bene” ma che è anche “buono”, come dimostra il gradimento degli utenti de La Cucina delle Fratte per i pasti preparati da persone con fragilità. Il servizio di ristorazione, gestito dalla cooperativa sociale Il Piccolo Principe dal 2013 nei locali comunali di Fiume Veneto, continua infatti a crescere e a consolidarsi come realtà di riferimento sul territorio. Oggi La Cucina delle Fratte prepara e distribuisce quotidianamente oltre 300 pasti veicolati destinati ai centri diurni dell’Azienda Sanitaria e ad aziende locali, con punte che raggiungono i 500 pasti al giorno nei mesi estivi per le forniture ai centri estivi. A fronte di una domanda in costante aumento, la produzione è passata dai 60.000 pasti annui del 2023 ai circa 75.000 nel 2025. Una crescita sostenuta anche da investimenti in nuove attrezzature, come un forno professionale e il sistema di cottura Ivario 4.0, che migliorano efficienza e qualità produttiva. Importante anche l’attenzione alla sostenibilità ambientale: dal 2024 sono stati introdotti contenitori in acciaio inox riutilizzabili per le monoporzioni, riducendo in modo significativo la produzione di rifiuti.

Ma il cuore del progetto resta l’impatto sociale. Oltre il 50% delle persone impiegate è costituito da lavoratori con svantaggio, inseriti attraverso percorsi strutturati di formazione e accompagnamento al lavoro. Solo negli ultimi due anni, la cooperativa ha attivato più di 20 tirocini, confermando il valore di un modello che coniuga inclusione lavorativa, qualità del servizio e attenzione alla comunità.

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