La memoria va in "PrimoPiano": giovani e persone anziane si fotografano a vicenda
Tre tappe in città tra laboratori e scatti d'epoca. Il progetto FAI è finanziato dal bando nel contesto dell’avvicinamento a Pordenone-Capitale italiana della cultura 2027
Un ponte narrativo tra generazioni, dove la macchina fotografica diventa lo strumento per specchiarsi l'uno nello sguardo dell'altro. Prenderà il via il prossimo 12 novembre, negli spazi dell'ASP Umberto I di via Revedole per poi toccare altri punti della città, un laboratorio di ritratto fotografico che vede protagonisti cinque giovani under 19 e cinque persone anziane residenti a Casa Serena.
L'iniziativa capovolge la classica dinamica dell'obiettivo: non si tratta del consueto ritratto a senso unico dei più anziani, ma di uno scambio paritario e reciproco. Ragazzi, ragazze e residenti si metteranno infatti a turno sia davanti sia dietro la lente, fotografandosi a vicenda.
L'obiettivo del progetto, intitolato "PrimoPiano: Laboratori multimediali intergenerazionali", il percorso è ideato da FAI e finanziato nell’ambito del Bando del Comune di Pordenone per l’Avvicinamento a Capitale della Cultura 2027, è far incontrare due generazioni all'apparenza lontane per creare insieme qualcosa di bello, portando l'arte direttamente nei luoghi della cura e trasformando le storie personali in un patrimonio visivo condiviso.
“Con PrimoPiano vogliamo dimostrare che la cultura non ha età e che i luoghi di cura possono trasformarsi in spazi vivi di incontro e creatività – sottolinea Hanna Genuzio, presidente di FAI –. La particolarità del progetto risiede nella sua anima itinerante e diffusa, pensata per uscire dai confini tradizionali e abituare la città a una fruizione culturale insolita.Grazie al sostegno del Comune, giovani e anziani lavorano insieme per trasformare le proprie storie e i ricordi di tutti i giorni in un patrimonio visivo dell'intera comunità”.
L'idea prende forma all'interno dell'ASP Umberto I – Casa Serena: anche quando l'età avanza e i ricordi iniziano a sfumare, le esperienze degli anziani restano una ricchezza immensa che si intreccia con il presente dei più giovani. Affiancati dal fotografo Bartolomeo Rossi e dall'artista visiva Samantha Gerolin, i partecipanti utilizzeranno un autentico banco ottico. Uno strumento fotografico che richiede tempi distesi, attesa e cura manuale, perfetto per favorire il dialogo e la confidenza.
Il cuore dell'iniziativa entra nel vivo in questa seconda parte dell'anno dopo gli appuntamenti teatrali e di cura coordinati con realtà come FieraScena, SPK Teatro e i Mercati Culturali Pordenone. Tutte le produzioni fotografiche e audiovisive andranno ad alimentare un archivio digitale delle memorie locali, mentre il percorso si inserisce in continuità con il progetto TaGaDà – Theatre, Gamification, Dynamic, selezionato dall’Impresa Sociale Con i Bambini e guidato da FAI.
Il calendario degli incontri laboratoriali e delle esposizioni toccherà diversi punti di Pordenone in una staffetta di spazi urbani: il 12 novembre dalle 15.30 alle 17.30, all’ASP Umberto I – Casa Serena (in Via Revedole 88), il 18 novembre 2026 dalle 15.30 alle 17.30 ai Mercati Culturali Pordenone (in Via delle Caserme 22) e il 25 novembre 2026 dalle 15.30 e alle 17.30 all’Hub 381 (in Viale Dante). Anche i laboratori infatti vogliono essere un momento per conoscersi e raccontarsi in luoghi differenti, entrando ed uscendo dalla residenza per anziani, dagli spazi dedicati ai più giovani e dai luoghi culturali della città.
Il percorso, caratterizzato anche da un approccio attento alla sostenibilità (grazie alla riduzione degli spostamenti, al riuso dei materiali e all'uso prevalente di strumenti digitali), culminerà poi in una grande mostra finale e diffusa che confluirà all’interno della quarta edizione Festival Che Cura Che Fa!, regalando a Pordenone un assaggio di cosa significa fare cultura insieme verso il 2027.
Per info e prenotazioni: cell. 3355952553